domenica 5 ottobre 2008

Lobby dei panificatori autorizzati da dirigente e Sindaco

Ritorniamo sul tema della chiusura domenicale dei panificatori della città di Marsala, dopo aver fatto un giro tra i panificatori della Città.

Alla domanda sul perché delle 2 aperture domenicali (7 dicembre 2008 e 18 gennaio 2009), ci è stato risposto perché ci sono due festività consecutive (8 Dicembre, Immacolata Concezione e 19 gennaio, Madonna della Cava Patrona principale), ma l’articolo 14 della Legge Regionale 28 del 22.12.99, al secondo comma prevede che “gli esercizi del settore alimentare devono garantire l’apertura al pubblico in caso di più di due festività consecutive”. Quindi questa loro apertura domenicale anche se con orario 7 – 13 è arbitraria e contraria all’attuale ordinanza sindacale!

A qualcuno di loro che forniscono esercizi pubblici (ristoranti, alberghi con ristorante, pizzerie ecc.) abbiamo posto la domanda se avessero firmato ugualmente la loro richiesta indirizzata al sindaco se, come fornitori “all’ingrosso”, al posto di un “contratto/accordo” solo sulla fiducia, l’avessero firmato ugualmente, in presenza di un contratto scritto con penale da pagare in caso di mancata fornitura “in qualsiasi giorno della settimana”, ma maggiormente il venerdì, sabato e domenica, giorni nei quali i citati esercizi pubblici hanno molti più clienti, ci è stato risposto che no, non avrebbero firmato tale richiesta. Aggiungiamo che, come dettoci dal Sindaco e dall’Assessore competente, l’ordinanza è stata firmata perché vi è stata l’unanimità di firme di tutti i panificatori e, ascoltati questi ultimi, ci è stato riferito che anche soltanto uno di loro no avesse firmato, il sindaco non avrebbe potuto accettare la loro richiesta/imposizione di chiusura domenicale!

Alla domanda perché aprivano lo stesso pur non essendo obbligatoria ma facoltativa l’apertura domenicale, abbiamo avuto in risposta (captandone l’invidia uni con gli altri), che dapprima era aperto uno, poi un altro, poi si sono aggiunti altri ancora ed infine erano aperti la maggioranza e non aveva senso rimanere aperti; Abbiamo insistito che potevano rimanere chiusi, se lo volevano, e dalle risposte abbiamo “captato” l’invidia per chi la domenica avrebbe venduto più pane di loro il sabato! Quindi non è “soltanto” per avere il loro giorno di riposo, a questo punto “obbligato” dalla loro categoria, perché tanti di loro avrebbero potuto chiudere il lunedì o in altro giorno della settimana!

Alla domanda se nelle città limitrofe vi sono panificatori aperti, ci è stato detto che a Petrosino, Paceco e Trapani città (compreso la loro frazione di Rilievo noi più vicina del capoluogo) sono aperti e che addirittura mercoledì scorso dovevano avere una riunione con i panificatori di quest’ultima città, per vedere di far attuare la chiusura domenicale anche a loro e, nel contempo proporgli anche l’aumento del pane, visto che costa meno che da noi, città dell’intera provincia dove costa più caro. A Mazara del Vallo la domenica non panificano. La riunione, non ci è stato specificato il motivo, è stata rimandata, forse per la polemica scaturita dalla ordinanza “non valida” firmata dal dirigente Fazio e dal Sindaco Carini.

A questo punto, considerato che l’ordinanza sindacale ordina l’imposizione agli esercizi della panificazione il divieto di panificare e di vendere pane nelle giornate di domenica ricadenti nel periodo 1° ottobre – 30 maggio di ogni anno ma non la vendita agli esercizi alimentari, vedremo cosa attueranno i panificatori, con la loro associazione locale e la CNA, quando detti esercizi alimentari venderanno alcuni quintali di pane, provenienti da forniture di panificatori delle città limitrofe, costringeranno i sindaci (tramite “l’unanimità” dei panificatori di quelle città) a non panificare la domenica? Risorgerebbe in loro l’invidia e mi sa che torneranno ad un’altra richiesta, questa volta inversa, cioè di poter panificare nuovamente!
Niente vieta, inoltre che la domenica, a chi non vuole abbandonare la consuetudine di poter mangiare il pane fresco di andare a comprare un bel filoncino o una pagnotta a Petrosino, Trapani oppure nella sua frazione di Rilievo, i panificatori si queste località aumenterebbero le vendite e certamente mai firmerebbero una proposta/imposizione di chiusura della loro attività!

Sergio Oliva

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